Ginepro (Juniperus Communis)
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Ginepro (Juniperus Communis)

Il ginepro è usato per creare siepi di confine, perché grazie alle foglie pungenti, che con la crescita formano un fitto intreccio, costituisce un'ottima barriera difensiva. Si pensa che derivi da questa caratteristica l'espressione idiomatica "cacciarsi in un ginepraio", perché da un intrico di piante di ginepro è molto difficile uscire rapidamente e senza danni. Il Ginepro è una pianta officinale. Le sue proprietà sono: diuretica, batteriostatica, antiossidante, ipoglicemizzante, eupeptica e antinfiammatoria.

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Il ginepro è un arbusto perenne, sempreverde, con aghifoglie e accrescimento lento, molto longevo potendo diventare pluricentenario, dioico, appartenente alla famiglia delle Cupressaceae. 

E’ una conifera che cresce nei boschi di montagna, nei terreni di pascolo fino a 1500 metri e ha tronco contorto, alto fino a 10 metri con foglie lineari e aghiformi, pungenti, riunite in verticilli di 3.

Essendo una pianta dioica esiste nella forma maschile e nella forma femminile su due piante diverse. Quella femminile in particolare produce quelle che erroneamente vengono chiamate bacche ma che in realtà sono degli strobili seminiferi che sarebbe più corretto chiamare “coccole”. L’inseminazione avviene quando un grano di polline si poggia su uno di questi strobili femminili. I semi maturano l’anno successivo e vengono racchiusi in un cono brunastro chiamato galbulo. Esso è composto da quattro squame carnose saldate tra loro e contenenti da uno a tre semi ricchi di un olio essenziale aromatico. Per via del loro aspetto questi coni sono facilmente confusi con delle bacche ed è per questo motivo che si dice “bacche di ginepro”.

Sono proprio queste cosiddette bacche a essere largamente usate sia in cucina che in liquoreria. In ambito culinario sono usate soprattutto per la carne di cacciagione o per gli arrosti. In ambito di liquoreria invece esse rappresentano l’ingrediente principale del Gin, ma si ricavano molti altri liquori, vini e una grappa di ginepro molto aromatica.

Il Ginepro è una pianta officinale. Le sue proprietà sono: diuretica, batteriostatica, antiossidante, ipoglicemizzante, eupeptica e antinfiammatoria.

Nell’olio essenziale contenuto nelle bacche è presente mircene, sabinene, pinene alfa e beta, 1,4-cineolo, 1-terpinen-4-olo, canfene, thujene, thujopsene, limonene, borneolo, geraniolo e cadinene. Inoltre sono presenti Acidi diterpenici: acido communico, acido torulosico, acido isopimarico, acido sandaracopimarico. Il terpinen-4-olo e altri diterpeni dell'olio stimolano l'epitelio renale secernente, conferendo proprietà diuretica volumetrica. In caso di infezione delle vie urinarie basse, inoltre, essi fungono da batteriostatici verso stafilococco aureo, streptococco piogeno, Escherichia coli e Salmonella typhi.

Un'altra serie di principi attivi è costituita di Flavonoidi: tannini, juniperosidi, apigenina, rutina, ipolaetina-7-pentoside, gossipetina-glucopentoside, quercitina. A questa componente della pianta si attribuiscono le proprietà antiossidanti, ipoglicemizzanti ed eupeptiche, che ne giustificano l'impiego popolare in caso di diabete e coliche intestinali. Nella tintura usata esternamente, questi composti conferiscono potere antinfiammatorio in caso di nevralgie o dolori reumatici. L'altra componente viene assegnata al pinene, che è stato scoperto inibire in vitro la sintesi di alcune citochine infiammatorie a livello delle cellule della cartilagine umana o condrociti.

I preparati di ginepro non devono essere usati in caso di infiammazione delle alte vie urinarie, in gravidanza o allattamento e nei casi di insufficienza renale grave.

Il legno di ginepro, dal colore rosso e dal tipico odore resinoso, viene impiegato per lavori di intaglio e per suffumigi contro i dolori reumatici. La pianta è coltivata come pianta ornamentale in parchi e giardini; in particolare il ginepro è stato usato con successo per creare siepi di confine, perché grazie alle foglie pungenti, che con la crescita formano un fitto intreccio, costituisce un'ottima barriera difensiva. Si pensa che derivi da questa caratteristica l'espressione idiomatica "cacciarsi in un ginepraio", perché da un intrico di piante di ginepro è molto difficile uscire rapidamente e senza danni.

Consultare sempre il proprio medico prima di assumere il prodotto per fini terapeutici.

8046
Quantità
12-15 g/litro
Tempo d'infusione
15 minuti
Temperatura dell'acqua
100°
Particolarità
Pianta Officinale
Proprietà
Antinfiammatoria
Antiossidante
Batteriostatica
Diuretica
Eupeptica
Ipoglicemizzante

Riepilogo

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